PRESENTAZIONE ATTIVITA' DI RICERCA

Presentato a Roma il rapporto di ricerca “Propensione ed esperienza migratoria dei minori marocchini, tunisini ed egiziani”.

Roma, 24 febbraio. Il Ministero dell’Interno ha ospitato il seminario di presentazione del rapporto di ricerca SALEMM, durante il quale sono stati illustrati i principali risultati del progetto e le attività relative alla campagna di sensibilizzazione.

Il team di progetto ha dedicato un evento a Roma agli attori che operano a livello centrale e locale sul tema delle politiche giovanili, di inclusione sociale e della mobilità di minori non accompagnati nel bacino Mediterraneo, in particolare ai donatori che hanno cofinanziato l’iniziativa (Ministero dell’Interno, Ministero degli Affari Esteri, Confederazione Svizzera) e alle rappresentanze diplomatiche dei paesi coinvolti.

Il seminario ha voluto introdurre i principali risultati del progetto, in particolare l’attività di ricerca finalizzata allo studio della propensione alla migrazione di giovani che si trovano ancora nel loro paese, in questi casi l’Egitto, la Tunisia e il Marocco, e a esplorare l’esperienza migratoria dei giovani arrivati da soli in Italia e Francia. È stata inoltre presentata la campagna informativa che sta interessando i paesi target e che ha prodotto, anche in Italia, una serie di video con le storie di giovani migranti nordafricani a Torino e Milano, i video sono destinati alle attività di sensibilizzazione nei paesi target.

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ABSTRACT DELLA  RICERCA

Con il titolo “Propensione ed esperienza migratoria dei minori Marocchini, Tunisini ed Egiziani” la ricerca si pone l'obiettivo di esplorare le rappresentazioni della migrazione e il ruolo che essa gioca nella formazione dei giovani nella regione del Maghreb/Mashreq, è caratterizzata da una duplice funzione: aiutare a leggere le trasformazioni più generali che interessano oggi i paesi “fornitori” di minori stranieri non accompagnati e successivamente fornire agli operatori e ai decisori politici le informazioni necessarie per evitare che le legittime pressioni di cambiamento conducano a esperienze migratorie negative, traumatiche e tragiche.

Tale azione si è svolta secondo i seguenti obiettivi :

1. Approfondire le istanze complesse che generano nei giovani il desiderio di abbandonare il proprio paese temporaneamente o in modo permanente;

2. Conoscere il processo che ha portato alla decisione di abbandono e conoscere la condizione di vita attuale dei giovani arrivati in Italia e in Francia come MSNA;

3. Costruire un indice di propensione alla migrazione dei giovani marocchini, tunisini e egiziani che favorisca l'identificazione dei fattori che influenzano la decisione dei giovani a migrare.

Per raggiungere i suddetti obiettivi è stata utilizzata una metodologia mista qualitativa-quantitativa per favorire una migliore comprensione dei dati raccolti sul campione di giovani marocchini, tunisini e egiziani. Con l'aiuto di questionari a risposta chiusa, di interviste narrative e focus group, sono stati esplorati i seguenti ambiti: percezione della situazione attuale e del futuro, valutazione del paese, rappresentazioni della migrazione, modo di trascorrere il tempo libero e “l’insieme di valori”, sia all'origine (Marocco, Tunisia e Egitto), sia all'arrivo (Italia e Francia).

L'analisi dei dati ha condotto alle seguenti riflessioni:

La migrazione è un tema presente nella vita di tutti i giovani interpellati; tuttavia, tale “presenza” è percepita come qualitativamente diversa a seconda dell'età. Sembra che durante il processo di crescita, lo sguardo sul mondo si deteriori progressivamente: più positivo e luminoso nella pre-adolescenza, più negativo e opaco negli anni dell'adolescenza. Tale frattura è in stretta relazione con il confronto tra le aspettative individuali e la struttura sociale che dovrebbe soddisfarle. Quando le istituzioni del paese – principalmente la scuola – non possono (più) garantire un adeguato processo di socializzazione, partecipazione e preparazione alla vita in un mondo globalizzato, la migrazione è vista, nella migliore delle ipotesi, come un mezzo legittimo per raggiungere uno status sociale di “prima classe”, mentre nella peggiore delle ipotesi, assume il carattere di sola possibilità di “esistere”. Vengono alla luce due istanze che spiegano la migrazione: una che si situa sul piano materiale, legata alla realizzazione del benessere economico, l'altra, sul piano immateriale, legata alla necessità di imparare e di crescere come persona.

Attraverso le informazioni raccolte grazie ai giovani intervistati in Italia e in Francia, sembra che la migrazione sfugga alle interpretazioni deterministe/deterministiche legate a fattori di causa- effetto. In particolar modo, la ricerca smentisce il mito secondo cui i giovani fuggono sempre da situazioni di privazioni estreme; al contempo le ragioni “relazionali” quali il desiderio di confrontarsi con un mondo più vasto e la possibilità di imparare (e di migliorarsi) sono tanto importanti quanto le ragioni materiali e hanno un ruolo di rilievo nella decisione di emigrare.

La combinazione di tutte le informazioni ha permesso di ottenere i tre profili che seguono:

- un profilo con una forte propensione alla migrazione, ma che percepisce la migrazione come un progetto da realizzare con la dovuta preparazione.

- un secondo profilo con una propensione medio-alta, ma con elementi di preoccupazione poiché la migrazione viene percepita come l'unica possibilità di riscatto per una vita estremamente difficile e insoddisfacente.

- un terzo profilo con una propensione alla migrazione bassa o nulla. Questo profilo rappresenta la percezione di quei giovani che per nessuna ragione al mondo lascerebbero il proprio paese.

In conclusione, il rapporto suggerisce alcune linee d'azione finalizzate alla prevenzione della migrazione dei minori (o delle forme di migrazione “vulnerabili”).